05.06.2025 |
Categoria: Riflessione |
2 minuti tempo di lettura | Autore: Christian Haslebacher
Lo Spirito di Dio e la sua presenza rendono la chiesa profondamente ispirante – solo lo Spirito di Dio. Senza lo Spirito di Dio, lo Spirito della vita, non ci sarebbe né «Viva» (vita) né «chiese» come luoghi di incontro con Dio.
Durante gli studi al tsc imparai dal nostro
docente Paul Breymaier: «Non cerchiamo solo
pensieri su Dio, ma lui stesso!»
Mi ha fatto piacere che alla conferenza Chiesa
Viva Svizzera a marzo 2025 non abbiamo cercato
e trovato solo parole sullo Spirito Santo, ma, come
mi hanno raccontato numerosi partecipanti,
anche l’esperienza concreta con lui. È lo Spirito di
Dio che ci rivela il Padre e il Figlio. Se non hai mai
incontrato Gesù in carne ed ossa o udito la voce
del Padre, l’incontro con Gesù o con il Padre è
sempre avvenuto tramite lo Spirito.
La fede nasce e cresce attraverso l’incontro con il
Dio vivente (Padre, Figlio e Spirito Santo) e solo
tramite questo incontro.
Diverse citazioni bibliche lo confermano: Giovanni
6,44; Giovanni 15,26; Giovanni 20,16-17; Atti
22,6-9; o anche 2 Corinzi 12,9.
La fede nasce e cresce:
- non semplicemente attraverso corrette
conoscenze teologiche, per quanto importanti,
perché danno contenuto alla fede,
- non semplicemente attraverso convincenti
argomentazioni teologiche, per quanto possano
essere utili a rimuovere gli ostacoli alla fede,
- non semplicemente attraverso un vivere di
servizio, per quanto importante possa essere,
perché rende esperienza la fede, l’amore e la
speranza,
- non semplicemente attraverso buone relazioni
(amicizie, famiglia), per quanto importanti possano
essere, perché la fede si manifesta nel nostro
amore,
- non semplicemente attraverso una «ospitalità adatta ai tempi» (culto, eventi giovanili), per quanto
importante possa essere, perché siamo persone di qui
e ora e vogliamo raggiungere gli altri,
La fede nasce e cresce allora e solo allora, quando
in tutte queste cose incontriamo Dio. La nostra
fede personale ha bisogno di sperimentare Dio
sempre di nuovo e di incontrarlo personalmente.
L’esperienza della presenza di Dio attraverso il suo
Spirito è proprio ciò che attrae anche chi non fa
parte della chiesa. Johannes Hartl ha spiegato una volta:
«C’è una sola cosa che rende la chiesa attraente, ed è la
presenza di Dio. In tutto il resto, i partiti politici, i concerti
rock, i parchi di divertimento o i cinema sono migliori. Ma Dio desidera abitare in
mezzo al suo popolo.» L’esperienza dello Spirito Santo e il
desiderio di raggiungere gli altri con parole e azioni
(evangelizzazione e diaconia) vanno di solito insieme (cfr.
Giovanni 20,21-22; Atti 1,8). La chiesa raggiunge le
persone quando esse sperimentano concretamente la
presenza e la potenza di Dio, sia in forme tradizionali sia
in forme contemporanee. Tali momenti santi di incontro
con Dio nei nostri culti, altri eventi e nella sfera personale
non si possono “fare” a comando. Ma si può creare lo
spazio perché possano accadere e cercarli attivamente,
sia nella preghiera, nella lettura della Bibbia, nella
predicazione, nella Santa Cena, nell’adorazione, nelle
opere di carità, nelle testimonianze personali, nella
comunione vissuta, e così via.
Decisivi sono la nostra dedizione, il nostro
desiderio e il nostro orientamento verso il Dio
Trino. Se il fattore decisivo è che le persone
(credenti e non credenti) incontrino Dio e lo
sperimentino nei nostri culti, in altri eventi e negli
incontri personali, quale conseguenza ha questo
per il tuo atteggiamento come visitatore,
visitatrice, collaboratore o collaboratrice?Accanto
alla porta della chiesa Mosaik di Neftenbach (che
fa parte di Chiesa Viva Svizzera) c’è scritto: «Ci
sono molti buoni luoghi per incontrare Dio, uno di
questi è qui.»
Questo senso di identità e questa aspirazione sono
quello che auguro a tutte le chiese Viva!